Cosa c’entra la Turchia con la Val di Fassa?
Il sito deriva direttamente da “dolomitinetwork.com” ed è dedicato alle tante manifestazioni di carattere culturale e folkloristico che si svolgono in Val di Fassa, principalmente nel periodo estivo. Il turista che si trova da queste parti ha a disposizione un ricco calendario di eventi, molti dei quali si ripetono ormai da diversi anni, che parlano della cultura e delle tradizioni della gente ladina come, ad esempio, “Te anter i Tobiè” a Canazei, o la “Festa Ta Mont” a Pozza di Fassa. Una delle feste popolari più sentite, anche se non la più conosciuta, è quella che si svolge a Moena che ricorda un episodio storico del 16° secolo.
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Questo non è propriamente un sito di promozione turistica nel senso usuale del termine, ma per gli eventi che pubblicizza ha sicuramente l’effetto di trasmettere in chi lo visita una gran voglia di montagna e di…. qualcosa di più. Gli eventi di cui si tratta sono infatti degli “happenings” musicali che nei mesi di luglio e agosto si tengono in alta montagna, in radure o conche naturali di solito nei pressi di rifugi. Sono ormai più di dieci anni che per questo Festival denominato, appunto, “I Suoni delle Dolomiti”, si radunano famosi artisti dei più diversi generi musicali provenienti da ogni parte del mondo. L’idea di fondo degli organizzatori è quella di coniugare la passione per la musica a quella per la montagna, l’arte in sintonia con l’ambiente.
Sito illustrativo del “Museum Ladin” collocato all’interno del Castello denominato “Ciastel de Tor”, risalente all’incirca al 1230, ubicato a S. Martino in Badia, in provincia di Bolzano. La collocazione nella splendida costruzione medioevale, ben ristrutturata, ha anche il merito di far risaltare maggiormente le dotazioni multimediali che accompagnano il visitatore nel percorso museale. Molto efficaci alcune rappresentazioni della storia e della vita quotidiana degli abitanti, costretti fra povertà e sudditanza ai poteri ecclesiastici e temporali dell’epoca. Altre sezioni sono dedicate alla lingua ed alla cultura ladina, al territorio, l’economia e l’artigianato tipico. Merita una visita questo Museo, una mezza giornata ben spesa, e non solo in caso di pioggia, alla scoperta di una popolazione fiera che vuole mantenere saldo il legame con le proprie radici.